Il cane ha paura dei temporali? Ecco il metodo per tranquillizzarlo subito

A volte lo capisci prima ancora che inizi a piovere: il tuo cane cambia sguardo, si irrigidisce, ti segue ovunque. E quando arriva il primo tuono, non è “solo un rumore”, per lui è un evento enorme, fisico, impossibile da ignorare.

Perché i temporali lo spaventano così tanto

Molti cani vivono una vera paura dei temporali, spesso chiamata brontofobia o astrafobia. Non è capriccio e non è “dramma”: è una risposta di stress legata a più fattori.

  • Udito più sensibile: i tuoni sono forti, improvvisi, e arrivano quando il cane non è pronto.
  • Stimoli multipli: lampi, vibrazioni, variazioni di pressione, odori nell’aria, tutto insieme.
  • Associazione negativa: se in passato si è spaventato, può “anticipare” l’evento e andare in ansia già ai primi segnali.

I sintomi possono essere evidenti: tremori, respiro accelerato, tachicardia, irrequietezza, vocalizzi, sbavamento, vomito o diarrea. Alcuni cercano ossessivamente il proprietario, altri tentano la fuga o si nascondono.

Il metodo “subito” per tranquillizzarlo: rifugio + calma guidata

Se dovessi riassumere l’intervento più efficace in casa, direi questo: crea un luogo sicuro e poi “prestagli” la tua calma. Sembra semplice, ma è una combinazione potentissima.

1) Offri un luogo sicuro (davvero)

Scegli uno spazio che attenui rumori e lampi, senza forzarlo.

  • Una stanza interna, lontana da finestre e balconi.
  • Una cuccia coperta con una coperta, oppure un trasportino lasciato aperto, se lo vive come tana.
  • Cuscini, plaid, oggetti con il tuo odore.
  • Luce soffusa, niente lampi in faccia.
  • Un snack da masticare (se lo accetta), la masticazione spesso aiuta a scaricare tensione.

L’obiettivo non è “isolarlo”, è dargli controllo: deve poter entrare e uscire, scegliere dove stare.

2) Mantieni la calma e normalizza l’ambiente

Qui succede la magia più sottile: i cani leggono il nostro corpo meglio delle parole. Se ti agiti, lui conferma che “c’è pericolo”.

Prova così:

  • Parla a voce bassa, movimenti lenti, routine normale.
  • Metti una TV o musica a volume moderato per creare un suono costante.
  • Se cerca contatto, offri carezze gentili e lente. Se si ritrae, rispettalo.

3) Evita ciò che peggiora la paura

Ci sono comportamenti che, senza volerlo, amplificano l’allarme:

  • Non portarlo alla finestra “a vedere”. Lampi e boati diventano più intensi.
  • Non trascinarlo fuori durante i tuoni.
  • Non forzarlo a giocare o interagire se vuole solo rifugiarsi.

Cosa fare nelle settimane successive: ridurre la fobia, non solo gestirla

Se ogni temporale è una battaglia, vale la pena lavorare “a freddo”, quando il cielo è sereno.

Desensibilizzazione graduale (con premi)

È un percorso semplice ma richiede pazienza:

  1. Riproduci registrazioni di tuoni a volume bassissimo.
  2. Associa il suono a giochi, bocconcini, attività piacevoli.
  3. Aumenta il volume solo quando resta rilassato.
  4. Procedi per settimane o mesi, senza fretta.

L’idea è insegnare al cervello che quel rumore non è una minaccia.

Quando servono aiuti professionali (e perché non è una sconfitta)

Se la paura è invalidante, se tenta di fuggire o si fa male, la strada più sicura è il veterinario, meglio ancora un veterinario esperto in comportamento. In alcuni casi possono essere valutati:

  • Farmaci “al bisogno” a rapido effetto, come alcune benzodiazepine (per esempio alprazolam), sempre su prescrizione.
  • Opzioni specifiche per ansia da temporali, come la dexmedetomidina in gel oro transmucosale, quando indicata dal medico.
  • Integratori e supporti nutraceutici (come L-teanina, alfa-casozepina, alcuni probiotici mirati), utili nei quadri lievi o come parte di un piano.

Un ultimo dettaglio che fa la differenza: gioca d’anticipo

Se sai che sta arrivando un temporale, prepara il rifugio prima, chiudi persiane, imposta un rumore di fondo e tieni a portata lo snack. La prevenzione, spesso, è il modo più rapido per vedere il cane “scendere” di intensità, perché lo aiuti prima che la paura esploda.

E quando lo guardi raggomitolarsi nella sua tana sicura, capisci una cosa: non stai “viziandolo”. Stai insegnandogli che, anche quando il cielo fa rumore, casa resta un posto affidabile.

Redazione Rosa dei Venti

Redazione Rosa dei Venti

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